|Bloggers

E se finisce l’euro?

I segnali sul futuro della moneta unica sono contrastanti. Come tutelarsi dalle conseguenze di un ritorno alla lira.

Abbiamo passato un autunno infuocato, durante il quale il ritornello terrorizzante dei media era quello del default del debito pubblico italiano: uno spauracchio apparso all’improvviso nel giugno del 2011 e svanito miracolosamente nelle settimane passate. A conferma del fatto che il pericolo, se mai sia esistito, è scampato il G20 tenutosi nel fine settimana ha escluso l’Italia dalla watchlist dei paesi sotto sorveglianza.

Sembra quindi che il sereno finanziario sia tornato a splendere sul nostro paese e sui nostri risparmi, anche perché l’inizio dell’anno è stato decisamente positivo anche sui mercati azionari; le paure e gli incubi sembrano svaniti. Ma se era sbagliato terrorizzare il cittadino per un evento che non aveva concrete probabilità di realizzarsi come il fallimento dello Stato italiano, è altrettanto sbagliato fare finta che i problemi siano tutti passati.

IL PROBLEMA EURO – In effetti ci sono coloro che sono preoccupati per l’economia, per il lavoro; sono preoccupazioni serie che dovranno essere affrontate dal Governo in modo responsabile ed equilibrato al fine di restituire potere d’acquisto alle famiglie, competitività alle aziende e serenità al mondo economico, imprenditoriale e del lavoro in generale.

Il problema a cui faccio riferimento, per la verità, è di ben altro genere: se ne parlava associandolo alla crisi delle finanze italiane e, passate di moda quelle, non se ne parla più; molti sembrano ormai sottovalutarlo: cosa succederebbe se l’era dell’euro finisse e si tornasse alle valute locali?

In questo caso, non mi voglio occupare di aspetti politici ed economici di cui la sezione “Dall’Estero” di Investire Oggi si è occupata e si occupa tuttora con grande attenzione e puntualità, ma degli effetti che potrebbe avere sui nostri investimenti e sul modo migliore per proteggersi da questa eventualità. Personalmente la ritengo poco probabile, ma ritengo che sia fondamentale tutelarsi da questo scenario: col senno di poi lo diciamo anche del default argentino, del fallimento di Parmalat e Cirio, del crack di Lehman Brothers e della crisi che quell’evento scatenò; credo che sia opportuno evitare di doversi ancora una volta rammaricare, col senno di poi.

QUALI PROBABILITÀ? – Quali sono le probabilità che l’euro smetta di esistere, o al limite che ne venga creata una versione “ristretta” e riservata ai soli paesi virtuosi? Quali sono le probabilità che si torni alla lira italiana? Come possiamo leggere di seguito, Axa considera che la disgregazione della zona euro abbia una probabilità di verificarsi elevata, pari al 25%. Non mi dilungo sull’interpretazione probabilistica di questo valore, posso dire che individua un evento che è molto meno probabile del superamento della crisi, ma che una possibilità su quattro è un dato statisticamente molto elevato e significativo.

QUALI CONSEGUENZE? – Come ho già detto non mi voglio occupare in questa sede di tutte le reazioni politiche ed economiche che un simile evento scatenerebbe, mi voglio concentrare sul principale impatto che questo evento avrebbe sul risparmio delle famiglie: l’effetto più rilevante sarebbe quello relativo agli aspetti valutari.

Già nello scorso dicembre Nomura ha pubblicato una stima dei fair value che assumerebbero le valute nazionali se i paesi dell’eurozona abbandonassero la moneta unica:

La lira italiana perderebbe quasi il 30% del proprio potere d’acquisto rispetto all’euro: chi oggi possiede 100.000 € si troverà 100.000 lire che varranno circa 70.000 euro, da un giorno all’altro. A cui andrebbero sommate le perdite di valore dovute alle oscillazioni dei mercati e ai timori sulla tenuta delle obbligazioni dell’area euro. Viceversa, investimenti in altre valute godrebbero della svalutazione della nostra moneta: un investimento in dollari guadagnerebbe il 30% proprio per il deprezzamento della lira.

COSA FARE – Alla luce di queste osservazioni, il Sole 24 Ore del 23 gennaio 2012 sottolineava che è “indispensabile diversificare le valute” e che “oggi avere tutto investito in euro [è] poco prudente”. Il concetto di diversificazione del rischio è fondamentale e dovrebbe essere alla base di ogni scelta d’investimento; le famiglie italiane, invece, tendono a concentrare tutto il loro risparmio su pochi strumenti perché è più semplice seguirne l’andamento. Ma in determinati contesti, come potrebbe essere quello che stiamo vivendo oggi, è ragionevole chiedersi se la semplicità e il finto senso di sicurezza che ci regala debbano prevalere nelle scelte d’investimento a discapito della sicurezza vera.

 
il contenuto di questo blog esprime l’opinione personale dell’autore, non costituisce un servizio di consulenza, non intende in alcun modo indirizzare le scelte d’investimento dei lettori, non costituisce e non intende costituire attività di sollecitazione del pubblico risparmio
 
 
Autore: Stefano Lovato Chi é:

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
Su Social IO
Condividi l'articolo
Articoli Correlati
 

9 Commenti

Lascia un tuo commento +

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:

  • # 1
    morto un Papa se ne fa un'altro ! :mrgreen: :mrgreen: Morto l'euro si farà un'altra moneta ! :mrgreen: :mrgreen: il problema e se questa nuova moneta verrà accettata ! Ed anche se le altre monete continueranno ad essere accettate come mezzo di scambio ! Potremmo tornare al medioevo con il baratto dopo che i Romani avevano introdotti i loro sesterzi validi si presume in tutto l'impero ! Con l'arrivo dei Barbari cambiò tutto e per un bel pezzo ! A proposito i Romani avevano qualcosa di simile alla Bce o alla Federal Reserve ??? Si potrebbe fare una tesi universitaria : "La Banca Centrale ai tempi dei Romani" ! La prima grande globalizzazione dell'europa !! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
  • # 2
    Ciao Stefano, ma se l'euro scompare, Francoforte e Londra rimaranno pur sempre le piazze finanziarie più importanti d'Europa e New York del mondo!! Qundi sorge spontanea una domanda: in questa ipotesi, dove sono quotate, rimarranno quotate e saranno quotate le migliori società delle economie occidentali avanzate? In altre piazze finanziarie? Oppure nelle più importanti piazze finanziarie sopramenzionate? Ma mi sa che se 1+1 fa due, la risposta è scontata!! Quindi tutti i discorsi che fa l'analista tecnico di Banca Sella ( riportati dal sole 24 ore )sono fuori luogo perchè per definizione l'analisi tecnica si occupa di speculazioni finanziarie e non di investimenti finanziari, cosa ben diversa!! In altre parole è tipico per chi si occupa di analisi tecnica andare appresso a Mr. Market ma c'è un MA grande quanto una casa: http://www.soldionline.it/guide/grandi-investitori/warren-buffett-e-mr-market Ciao! Fab :-)
  • # 3
    Fab, infatti abbassare un po' il quantitativo di euro in portafoglio a mio parere è utile (anche tramite l'investimento in titoli obbligazionari e azionari delle piazze che tu citi) proprio perchè diventa una mossa difensiva nell'ipotesi che si realizzi quello scenario. Non a caso l'unica affermazione che ho citato dell'articolo (che ho linkato per correttezza) è quella sull'utilità di diversificazione valutaria: di una serie di affermazioni se ne può condividere anche una sola, no? :D
  • # 4
    Ciao Stefano, d'accordissimo con te al 1000%!! In totale disaccordo con l'analista tecnico i cui consigli avevo capito li ritenevi validi al 100%!! Comunque secondo me anche se l'euro non avesse avuto nessun problema, sull'azionario un 20%/30% sul mercato USA è un Must a qualsiasi condizione perchè il mercato USA rappresenta pur sempre il 30% della capitalizzazione mondiale e il chè non è poco!! Ovviamente dando per scontato un timing menimamente decente sul cambio!! Ciao! Fab :-)
  • # 5
    fa incompetente queste notizie non mi lasciano mai tranquillo.. :-S quando avró da posare soldi dobbiamo fare 4 chiacchiere XD
  • # 6
    Sei il Beli che immagino io? Queste notizie non devono spaventare, ma devono far riflettere e adottare comportamenti adeguati per proteggersi dalle conseguenze di un evento che difficilmente si verificherà, ma non impossibile (sicuramente più probabile del tanto sbandierato default italiano). Sull'incompetenza, non ti preoccupare: ahimè sei in ottima compagnia e nessuno "è nato imparato". Leggere è un ottimo inizio! Ciao!
  • # 7
    Buongiono Stefano, ho trovato molto interessante il tuo articolo. Hai confermato dei pensieri che mi giravano in testa da tempo dandomi parecchi spunti su cui riflettere. p.s. Un solo appunto. Hai commesso una svista nel convertire le valute "chi oggi possiede 100.000 € si troverà 100.000 lire " spero di trovare sul C/C più di 100.000 Lire.. alemeno 193.627.000 Lire ;-)
  • # 8
    Grazie per i complimenti. In relazione al P.S. il tasso di concambio euro-lira potrebbe non essere l'inverso del 1936,27 con cui facemmo lira-euro. Si potrebbe optare per una "lira pesante" o fare altro. Per cui ho semplicemente trasformato 1 euro in 1 lira, tanto quello che conta è che i 100.000 euro di oggi trasformati in un certo numero di lire compreranno beni per 70.000 euro.
  • # 9
    Intanto alla dissoluzione dell'euro hanno dato anche una scadenza: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-06/settembre-euro-wall-street-183605.shtml
  • Il Globalista è il blog di
    Stefano Lovato
    In questo blog vengono trattati argomenti relativi all'economia e al mondo del risparmio. Informazioni, spunti di riflessione e di confronto su argomenti importanti, a maggior ragione in un momento in cui la gestione degli investimenti è particolarmente difficoltosa a causa della diminuita propensione al risparmio e dei cambiamenti che caratterizzano il mondo economico e finanziario mondiale. Sono un private banker e ho deciso di pubblicare questo blog, che esprime il mio punto di vista su quello che accade, per dare un contributo a tutti coloro che vorranno seguirmi. L'obiettivo è quello di contribuire a rendere i risparmiatori italiani più consapevoli di ciò che fanno, di ciò che possono fare e di ciò che dovrebbero fare o evitare. Buona Navigazione del Blog - Stefano Lovato
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    Roberto i BFP essendo titoli non saranno soggetti a prelievo forzoso, ma magari un haircut quando dovranno ristrutturare il debito. A voler essere seri, nessuno è in grado di dire, se non ha la palla di cristallo, cosa e come lo stato toccherà i depositi, i titoli di stato o equiparabili (BFP), ecc...
    Stefano Lovato Giuseppe, i BFP sono titoli per cui, a mio parere, non dovrebbero patire una situazione "cipriota" applicata all'Italia (che non credo si verificherà, sia chiaro, ma non si sa mai...); il termine "gonfi" l'ho scritto per non ripetermi: 100.000 euro è la soglia che tutti - ad oggi - proclamano essere sacra per questo tipo di intervento. Quindi chi ha meno di 100.000 euro in conto o in depositi dovrebbe poter stare tranquillo.
    Georgejefferson DA ANONIMO_Quando si è proceduto a un ingresso forzato nell'EUR, dopo aver completato la svendita di asset pubblici negli anni precedenti.Anche un analfabeta sapeva che l'EUR era contrario all'Interesse del paese e un'autentica sciagura, visto che questo fior fiore della scienza economica già aveva avuto modo di sperimentare l'ECU in precedenza, e agio di far due conti, si suppone. E sapevano benissimo che l'Italia veniva pressata fortemente a entrare, ammettendo qualunque falso contabile,altro che parametri, come poi si è visto. Non occorreva nemmeno fare sforzo di ingegno dato lo avevano dichiarato apertamente Francesi e Tedeschi che senza Italia l'EUR non si sarebbe nemmeno fatto, perchè nessuno certo voleva un competitore ed esportatore della nostra forza con una propria moneta e tutti sapevano che l'obiettivo era incatenarlo dentro una moneta insostenibile e nel frattempo annacquare il Marco, cioè svalutarlo tramite l'EURO, dando così un vantaggio enorme all'export Tedesco oltre che ammazzare il nostro.In mancanza di possibilità di regolare con una propria valuta le ragioni di scambio, si procede inevitabilmente a una svalutazione interna, con riduzione di salari, servizi, tagli ecc...Specie i nobili difensori delle "masse operaie" dov'erano? Forse non sapevano che noi potevamo entrare in Europa, ma mantenendo la LIRA? (Clausola opting-out prevista da Maastricht) così come fece l'Inghilterra? Certo era censurata questa cosa dai giornali e Tv e perciò nascosta alla gente comune, ma loro, le menti, questi eterni paladini dei "deboli" la dovevano pur conoscere, o no? E a che cosa servono se stanno sempre muti e colla schiena piegata? E a che serve l'altra compagnia di giro dei Costituzionalisti che si indignano a comando per ogni gossip di nani e ballerine ma tacciono regolarmente sulle cessioni di sovranità fatte più e più volte in condizioni non paritarie, come invece prevede esplicitamente la Costituzione? Basta guardare il 92. Usciti finalmente da quella fogna di SME e cioè dall'ECU (una specie di EUR più morbido, che aveva dato gli stesi risultati), e immediatamente svalutando, abbiamo poi fatto un boom fino a quando Zio Prodi, Zio Ciampi, Zio Padoa Schioppa ecc. ci hanno infilato nell'EURO (noi potevamo in teoria entrare sì in Europa, ma senza pigliarci l'EURO, cioè tenendoci la Lira, ma neanche l'hanno detto questo alla gente,). E da cosa è venuto questo boom dal 92 al 99? Dall'export. E quando poi siamo entrati in Europa nell'EUR invece? Abbiamo accumulato tra i 700 e gli 800 mld di deficit. Più il danno enorme dato da delocalizzazioni e dall'invasione dell'import da Paesi anche forti (Germania, Francia) non solo Cina quindi. Perchè non avevamo pù una moneta più debole che proteggeva anche le industrie che operavano solo su mercato interno. Quindi molte hanno chiuso. Consumatori forzati e indebitati sempre più. Significa tagli ai salari, al welfare. La parola è infatti SVALUTAZIONE INTERNA visto che quella della moneta non si può. MA che svaluti internamente? I salari, le tutele, l'istruzione, la sanità, le pensioni ecc.. L'euro e'stato una catena che ha obbligato le economie minori(e noi eravamo la piu grande tra esse,quasi da raggiungere quelle maggiori)ad una rivalutazione artificiale,mentre per quelle maggiori fu una svalutazione(sempre artificiale),cosi che queste ultime hanno letteralmente rubato quote di mercato alle prime,non potendo fare lo stesso col resto del mondo...ma per la gente comune disinformata e'il contrario..i paesi del Nord sono le locomotive nell'immaginario indotto,ma e' falso. Si e' trattato di colonizzazione,letteralmente,non unione paritaria.
    Georgejefferson DA ANONIMO_La magistratura conosceva da 50 anni i finanziamenti ai Partiti da parte delle imprese di Stato, era il segreto di Pulcinella e finanziavano tutti i Partiti e si diceva pure sui giornali, veniva chiamato Manuale Cencelli. Fu creato "il Terrore" a riguardo così i manager pubblici minacciati di galera per corruzione, cioè finanziamento ai Partiti, che era una prassi obbligata da 50 anni, dovettero star zitti e firmare cambi di Statuti, ecc....Qualcuno si oppose come Franco Nobili che era Vicepresidente IRI e lo misero in gattabuia, mentre il Presidente Prodi neanche convocato, come se un vicepresidente potesse fare a cazzo senza che il Presidente sapesse nulla. Quando si vide quello (e altri,)poi calarono le braghe tutti. Fino all'81 in realtà l'Italia si finanziava in attivo, cioè quel che pagava di tassi erano tassi reali negativi, significa che riduceva in realtà debito. L'esplosione del debito che viene detto Craxi ecc.. non è vero. E' da divorzio BDI/TESORO. Puoi vedere i grafici storici e lo vedi benissimo. Con Craxi aumentò nominalmente perchè tutti i tassi mondiali erano altissimi. I Fed Funds US stavano al 20%. Ma aumentarono ovunque i debiti nominalmente. In realtà poi quel perido di alta inflazione non colpì tanto i lavoratori, fu un immenso trasferimento dai risparmiatori alle imprese, che con quei soldi ristrutturarono il sistema industriale. Cioè col 20% di inflazione il mio debito (impresa) in banca dopo tot anni in valore reale è dimezzato o più. Gli interessi li pago al 20% ma il debito s'è dimezzato o meno. Mentre io risparmiatore prendo sì le cedole del 20% di interessi ma in linea capitale il mio capitale s'è dimezzato o meno. Poi come la vuoi vedere "cattivo" "buono" ma di fatto gettò le basi di ripresa del sistema industriale. Ci sarebbero tante cose da dire. Perchè non fu solo quello,fu che negli anni 90 venne distrutta mezza industria strategica con le privatizzazioni: farmaceutica, telefonia, cantieristica, chimica, nucleare, una parte di meccanica ecc. Ci sono cose che deve fare o controllare uno Stato e sono strategiche. I Francesi se le tengono, gli US se le tengono, gli Inglesi pure, scherzi. Qui fu fatta un'oscenità e intanto mostravano in TV le bustarelle da quattro soldi mentre si svendeva mezza Nazione e pure per metà prezzo. Centinaia di miliardi di EUR a valore di oggi, altro che Pio Albergo Trivulzio.
    Georgejefferson DA ANONIMO I saldi di bilancia di c/a sono impietosi dall'entrata nell'EUR e valgono 60mld di USD l'anno, e quelli futuri previsti da IMF lo stesso, quando prima si avevano saldi positivi per 40. Ma anche sul mercato interno la cosa è disastrosa, poiche una lira e un'economia con PPP analogo ma un nominale differente dai paesi forti consentiva protezione da invasione di beni di quei paesi. Quindi non solo chi esportava è stato colpito. La valuta serve a equilibrare le ragioni di scambio. Per qualche strano motivo una svalutazione è "cattiva" per noi ma non per il dollaro, e nemmeno per l'EUR che all'esordio si svalutò del 35% prima di rivalutare. Viene poi raccontato che abbiamo goduto di tassi bassi con l'EUR ed è vero, ma non era un problema di tassi il nostro, per le imprese, ma di competitività, quote di mercato, vendite, profitti. E anche per il debito è una questione complessiva, se non tira economia cala gettito e il tasso più basso non è la panacea. Il beneficio dei tassi ha coinvolto poco il sistema produttivo, e più invece i non tradable goods, ovunque. Infatti si sono viste bolle immobiliari e finanziarie. Se non produci ricchezza e l'EUR è una soma che lo impedisce, non c'è soluzione. Le stesse pretese riforme strutturali, quelle possibili almeno, hanno i primi effetti dopo anni e anni, e nel caso Italiano significano poi cambiare struttura produttiva e distributiva. Quando non si può svalutare esternamente si svaluta internamente, non c'è alternativa e questo sta avvenendo. Tagli e tasse, ma questa non è una ricetta perchè le condizioni di questi Paesi non sono adatte a una moneta forte e per l'Italia sono anche esiziali per una struttura di PMI come la nostra. L'effetto dei tagli e delle tasse è in termini di calo dei consumi e del PIL superiore al beneficio, stanti anche gli stabilizzatori automatici e considerato poi che ciò avviene in una condizione di debolezza modiale e di contrazione del credito. Infatti si vedono i saldi peggiorare, dopo le manovre, anzichè migliorare, e peggio ancora si vedono i dati economici peggiorare molto. L'unico errore che si nota in genere nelle analisi e nei commenti delle persone riguarda la convinzione che il Governo o chi per esso agisca autonomamente e soprattutto nell'interesse degli Italiani. Questo è un atto di fede assurdo. Già a suo tempo che l'entrata nell'EUR fosse una condanna e contro l'interesse Italiano non era un segreto. Tuttavia siamo entrati a forza. Quindi chi Governa o fa finta di Governare, come minimo risponde più ad altri interessi che a quelli del popolo Italiano. Se si guardano le cose dal punto di vista di altri interessi si vede molto bene che procedono secondo i piani, non certo che hanno sbagliato. Nè per economia nè per il resto. Un Paese man mano marginalizzato, privato di libertà e Sovranità. Mi pare che se uno non si intestardisce a pensare (chissà perchè) che sono stupidi e ragiona che questi erano gli obiettivi loro, quelli camminano benissimo sia qui che altrove.
  • In questo vengono trattati argomenti relativi all'economia e al mondo del risparmio. Informazioni, spunti di riflessione e di confronto su argomenti importanti, a maggior ragione in un momento in cui la gestione degli investimenti è particolarmente difficoltosa a causa della diminuita propensione al risparmio e dei cambiamenti che caratterizzano il mondo economico e finanziario mondiale. Sono un private banker e ho deciso di pubblicare questo blog, che esprime il mio punto di vista su quello che accade, per dare un contributo a tutti coloro che vorranno seguirmi. L'obiettivo è quello di contribuire a rendere i risparmiatori italiani più consapevoli di ciò che fanno, di ciò che possono fare e di ciò che dovrebbero fare o evitare.
    Buona Navigazione del Blog - Stefano Lovato
     
     
  • Commenti recenti
    • Finanza, economia e politica
    • Futuro e tecnologia
    • News Economia e Finanza
      L'agricoltura crea lavoro: è

      L'agricoltura crea lavoro: è record dei lavoratori dipendenti nel 2012

      Ieri 18:29La crisi economica sta favorendo il ritorno dei campi. Si tratta di una nuova agricoltura decisamente specializzata. Nel 2012 sono
      Chiusura Borsa di Milano

      Chiusura Borsa di Milano negativa: le banche affossano il Ftse Mib

      Ieri 18:27Svetta Buzzi Unicem in una seduta povera di spunti. Mediaset e Snam in rosso, mentre Saipem brilla a seguito degli

      Domani in Borsa: attesa per le decisioni della Bank of Japan

      Ieri 18:13Si riunirà domani il Consiglio Europeo

      Ubi Banca: Banca Imi abbassa il Target Price, rating inalterato

      Ieri 17:34Banca Imi sul titolo Ubi Banca abbassa il Target Price a 0, con rating Add
      ASTM: i Gavio ripescano

      ASTM: i Gavio ripescano l'ex ad di Impregilo

      Ieri 17:21Abbandonata Impregilo, la famiglia Gavio pensa al rinnovo del cda della ex Autostrade Torino Milano. Proposto Alberto Rubegni ex ad

      Fiat Industrial: Banca Akros conferma Rating e Target

      Ieri 16:41Banca Akros sul titolo Fiat Industrial conferma rating Accumulate e target 10

      Luxottica: Berenberg conferma Rating e Target

      Ieri 16:36Berenberg sul titolo Luxottica conferma rating Buy e target 42
      Concorso scuola prova orale:

      Concorso scuola prova orale: è caos sulle date

      Ieri 16:32I ritardi nella correzione delle prove scritte potrebbero comportare la sovrapposizione con gli esami di maturità: intanto il Miur ha

      Unipol: Oxford Asset Management ritocca posizione corta

      Ieri 16:19Aggiornamento sulle posizioni short sul titolo Unipol
      Telecom Italia, fusione con

      Telecom Italia, fusione con 3 Italia e spin-off rete sotto i riflettori

      Ieri 16:05Cresce l'attesa per il cda di Telecom Italia in agenda il prossimo giovedì. La compagnia potrebbe prendere ancora tempo sulla
    • Ti invito a registrarti per far parte della community del Globalista e per commentare gli articoli .
      La registrazione è gratuita.
    • Topic
    • Archivio per mese
    •