Martedì 21 Ottobre 2014 , Ore 21:30
 
 

La forza dell’abitudine

Il lungo silenzio del Globalista si spiega così, ma con le abitudini dobbiamo confrontarci ogni giorno, anche nelle scelte d’investimento

Avevo scritto l’ultimo articolo il 16 marzo; sono passati circa quattro mesi e il mio silenzio ha destato qualche preoccupazione (me ne scuso e mi scuso anche con tutti coloro che mi hanno scritto in questo periodo chiedendomi informazioni o opinioni: avrete tutti risposta)! Sono stati mesi impegnativi, pieni di lavoro e non solo (il terremoto ha soltanto sfiorato me e la mia famiglia, ma per qualche settimana ha catalizzato la nostra attenzione), ma se analizzo bene le cause di questa lunga pausa è evidente che l’abitudine gioca un ruolo preponderante: molto spesso, soprattutto nelle ultime settimane, mi sono detto “domani devo scrivere qualcosa”. Poi, arrivava domani e non trovavo il tempo: avevo perso l’abitudine, il ritmo.

Riparto da qui, a distanza di circa un anno dalla nascita del mio blog: l’abitudine è una disposizione mentale potentissima ed indica l’attitudine acquisita mediante la ripetizione di un’esperienza. Non è certo il contesto per una riflessione scientifica sull’abitudine (anche perché non è il mio campo), voglio semplicemente sottolineare quanto sia influente nei nostri comportamenti.

Non importa che sia semplicissima da prendere, o difficile; che tu possa perderla in un attimo o che non voglia saperne di abbandonarti: un’abitudine condiziona la tua vita, si radica, nel momento in cui ti da sicurezza, ti fa sentire a tuo agio, conforta il tuo bisogno di affrontare cose note ed allontana la paura dell’ignoto, del cambiamento diventa inestirpabile. Non riesci a prendere in considerazione comportamenti diversi, vivi un vero e proprio rifiuto. Come se una cosa “diversa” dal solito mettesse in pericolo la tua stessa esistenza.

Il problema nasce quando il comportamento consueto ti spinge nella direzione sbagliata: è rassicurante solo in apparenza, ma in realtà ti sta facendo del male; il primo pensiero va all’alimentazione (probabilmente perché sto seguendo The Biggest Loser, un reality americano i cui protagonisti sono persone obese che cercano di perdere peso e cambiare vita), ma potremmo fare un lungo elenco di abitudini distruttive.

Il problema si acuisce quando viviamo un momento di cambiamento globale, di profonde modificazioni che impattano su piani molteplici, come quello che stiamo attraversando oggi: il mondo cambia e sta cambiando ad una velocità che non riusciamo a percepire completamente (è molto diversa la percezione della velocità se sono in viaggio su una macchina che va a 200 km/h o se sono sul bordo della strada e vedo passare la stessa automobile), se non te ne rendi conto continui a ripetere comportamenti che potrebbero diventare inefficaci o addirittura dannosi. Se te ne rendi conto puoi cambiare; a condizione di avere la volontà di vincere la forza dell’abitudine e di fare qualcosa di diverso, di nuovo, di cui avrai anche paura proprio perchè ti è ignoto.

È un meccanismo che vale in ogni ambito della vita, quindi lo si può applicare anche al risparmio e agli investimenti: il mondo sta cambiando e chi non riesce a comprendere il cambiamento e le sue conseguenze non adotterà comportamenti corretti e si troverà probabilmente a dover fare i conti con sorprese amare.

 
il contenuto di questo blog esprime l’opinione personale dell’autore, non costituisce un servizio di consulenza, non intende in alcun modo indirizzare le scelte d’investimento dei lettori, non costituisce e non intende costituire attività di sollecitazione del pubblico risparmio
 
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Autore: Stefano Lovato Chi é:

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