Sabato 25 Ottobre 2014 , Ore 9:26
 
 

Nuova imposta sulle plusvalenze e affrancamento: cosa fare?

Dal 1 gennaio è in vigore la nuova aliquota sulle plusvalenze. Entro il 31 marzo 2012 è necessario decidere se sfruttare la possibilità dell'affrancamento. Cos'è, come funziona, perchè farlo?

Dall’inizio del 2012, è entrata in vigore la legge che dispone l’unificazione delle aliquote sulle plusvalenze realizzate al 20% con eccezione per i titoli di stato. Come detto anche nel corso dei mesi passati, i prodotti come fondi e polizze che hanno in portafoglio titoli di stato vedranno applicare alla parte in titoli del debito pubblico un’aliquota del 12,50% e a tutti gli altri strumenti in portafoglio l’aliquota del 20%. Ne conseguirà che ogni strumento avrà una sua aliquota specifica e che sarà compresa tra il 12,5% e il 20% a seconda della composizione del portafoglio sottostante.

CALCOLO DELL’ALIQUOTA - Per i fondi comuni l’aliquota verrà calcolata di semestre in semestre, in funzione dei portafogli di ciascun fondo (o di ciascun comparto, per i fondi multi comparto); quindi ogni fondo avrà una sua specifica aliquota. Il periodo di riferimento su cui verrà effettuato il calcolo saranno i due semestri precedenti di cui si ha disponibile una rendicontazione. Per il primo semestre 2012, quindi, si applicherà un’aliquota calcolata sulla base del portafoglio del 1° semestre 2011 e del 2° del 2010 che sono gli ultimi di cui si ha a disposizione il rendiconto. Per i fondi di nuova costituzione si applicherà il 20%, fino a quando non saranno disponibili le rendicontazioni. Sui fondi e sui dossier titoli la nuova aliquota si applica a tutte le plusvalenze realizzate, a prescindere dal periodo in cui siano state maturate.

Due risparmiatori hanno investito 100.000 euro su due fondi azionari, con portafoglio azionario al 100%, e a fine 2012 hanno entrambi 10.000 euro di plusvalenze per cui decidono di liquidare il fondo. Il signor Rossi a fine 2011 aveva un controvalore di 120.000 euro, quindi nel 2012 ha perso quasi il 10%; il signor Bianchi, invece ha sottoscritto il fondo nel corso del 2012 e ha guadagnato il 10% in pochi mesi. Entrambi pagheranno 2.000 euro di imposta sulle plusvalenze, anche se il signor Rossi le ha maturate – senza però realizzarle – in un periodo in cui l’aliquota era pari al 12,50%.

Per le polizze abbiamo criteri simili, ma con alcune peculiarità: innanzitutto si calcola su base annua; inoltre, l’imposta si applica su polizze unit-linked, index-linked e sulle polizze di ramo I. L’aliquota è specifica per ogni contratto, in funzione del tipo di portafoglio sottostante, calcolato come media degli anni precedenti, a partire dal 2011 (nel 2013 si farà la composizione media del 2011 e 2012). Questo criterio di calcolo verrà applicato solo alle plusvalenze maturate a partire dal 2012, mentre gli utili generati in precedenza verranno tassati al 12,50%.

L’AFFRANCAMENTO - Per evitare situazioni come quella del signor Rossi e del signor Bianchi, è stato disposto l’istituto dell’affrancamento e proprio perché questa distorsione riguarda solo fondi e dossier titoli si può applicare solo a questi strumenti e non alle polizze: l’affrancamento è, in sostanza, una facoltà che la legge ha previsto con l’entrata in vigore delle nuove tassazioni sulle rendite finanziarie e serve in qualche modo a “sterilizzare” l’effetto di questo innalzamento delle aliquote a patrimoni che avevano plusvalenze latenti (quindi non realizzate) a fine 2011. Il principio è quello di non penalizzare i risparmiatori, quindi si da loro la possibilità di decidere se far valere per tutto il maturato la nuova aliquota o se svincolare i guadagni realizzati prima del 31 dicembre 2011 applicando le aliquote vigenti fino a quel momento. In concreto l’affrancamento si esercita prendendo come data di riferimento il 31.12.2011; se il risparmiatore aveva in quel momento plusvalenze latenti a cui desidera applicare il 12,50%, sarà sufficiente comunicare entro il 31 marzo 2012 alla propria banca l’intenzione di sfruttare l’affrancamento e versando immediatamente le imposte relative. Il vantaggio palese è un risparmio sull’imposta che può arrivare anche fino al 7,5% a seconda dei portafogli posseduti; lo svantaggio è che l’aliquota viene pagata anticipatamente rispetto al disinvestimento.

Un altro aspetto da tenere in seria considerazione è il fatto che si possono affrancare tutti i titoli presenti in un deposito titoli, mentre non è possibile affrancare un titolo solo; analogamente, nel caso di fondo multi comparto si devono affrancare tutti i comparti. Quindi il fondo viene affrancato per rapporto, per mandato, mentre i depositi titoli si affrancano nella loro interezza.

Infine, se in un fondo complessivamente in plusvalenza o in un dossier complessivamente in guadagno, esistono comparti e titoli in minus, queste non compensano le plusvalenze: vengono registrate e potranno essere compensate con risparmio amministrato per i successivi 4 anni, ma solo per il 62,5% della minusvalenza. Quindi, se io ho un guadagno di 10.000 euro su un titolo e una perdita di 5.000 su un altro, non pagherò il 12,50% di 5.000, ma il 12,50% di 10.000 e i 5.000 euro di minus andranno compensati entro quattro anni, ma solo per  un valore pari a 3.125 € (il 62,5% della minusvalenza).

CONVIENE O NO? - La valutazione sulla convenienza e sull’opportunità di esercitare l’affrancamento varia da situazione a situazione, non c’è una linea univoca e valida indistintamente per tutti perché ogni portafoglio può presentare aspetti peculiari che possono rendere vantaggioso o sconsigliabile il ricorso all’affrancamento. In generale, invitando però ciascun risparmiatore a fare le proprie valutazioni e a chiedere consiglio al proprio consulente o promotore, possiamo dare alcune indicazioni di massima.

Se un fondo o un deposito titoli è complessivamente in minusvalenza non va fatto l’affrancamento: le minusvalenze potranno essere compensate interamente in futuro, senza che avere un limite temporale di quattro anni.

Se invece ho plusvalenze e prevedo che venderò solamente quando saranno aumentate, può essere conveniente l’affrancamento; in realtà, va fatta una valutazione sull’impatto che può avere la somma da pagare immediatamente. Si pensi ad un investimento azionario con plusvalenza di 10.000 euro: l’affrancamento consente di risparmiare 750 euro d’imposte pagandone 1.250 subito; se l’investimento verrà venduto ad un valore doppio rispetto a quello odierno e quei 1.250 vengono investiti in quello stesso strumento ne faranno guadagnare 1.000 netti rendendo non conveniente l’affrancamento.

Se ci si attende in futuro una diminuzione del valore dello strumento in cui si è investito potrebbe non convenire utilizzare l’affrancamento: si pensi ad un’obbligazione acquistata in collocamento, quotata sopra la pari e che verrà rimborsata a 100. Pago un’imposta che al momento del rimborso non pagherò, ma se è mia intenzione vendere l’obbligazione prima della scadenza, o se l’ho acquistata a 70 e vale 102 mi conviene affrancare la plusvalenza.

Come si può capire è un tema complesso, che richiede grande attenzione e grande competenza: confrontarsi con un professionista è assolutamente necessario nella maggior parte dei casi e, visti i tempi ristretti, è opportuno farlo rapidamente.

 
il contenuto di questo blog esprime l’opinione personale dell’autore, non costituisce un servizio di consulenza, non intende in alcun modo indirizzare le scelte d’investimento dei lettori, non costituisce e non intende costituire attività di sollecitazione del pubblico risparmio
 
 
Autore: Stefano Lovato Chi é:

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19 Commenti

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  • # 1
    Nel corso del 2011 avendo investito 40000 Euro ho accumulato circa 30000 euro di minusvalenza nella dichiarazione dei redditi come mi devo comportare? Grazie per la risposta
  • # 2
    Ciao Maria, la risposta è no: non devi fare l'affrancamento. Se le minus le hai già realizzate e ti sei spostata su un altro investimento (amministrato, non gestito), anche ipotizzando che stia andando molto bene hai 30.000 euro di minus con cui compensare le plus nei prossimi 4 anni. Per cui non ha senso che paghi delle imposte riferite al 2011 che non pagherai in ogni caso. Se poi, non hai venduto gli strumenti che ti hanno generato la minusvalenza (quindi la minus è latente), a maggior ragione: facendo l'affrancamento limiti a 4 anni il tempo in cui compensarle, mentre se non lo fai e aspetti che i titoli che possiedi risalgano non pagherai imposte fino a quando non sarai in pareggio; oppure se li venderai tra sei mesi, un anno o quando vorrai emergeranno le minus in quel momento e partiranno i 4 anni per compensare dal momento della vendita. Quindi, ripeto: non fare l'affrancamento.
  • # 3
    Chiedo scusa Sig. Lovato ma la mia banca non è in grado di spiegarmi o farmi capire come funziona il meccanismo delle minus/plus. Faccio un esempio concreto. Spero Lei possa darmi delucidazioni in merito. In questi anni (purtroppo come tanti investitori) ho avuto delle minus molto sostanziose vendendo in perdita e tutto questo fino a dicembre 2011. Da allora ho smesso di investire e non ho piu' acquistato titoli. La banca mi dice che ho in estratto conto titoli una minus di circa 50.000 euro. Presumo che venga calcolata con riferimento agli ultimi quattro anni, cioè tutte quelle che ho maturato dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2011. E' giusto? Oppure viene calcolato dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2011? Ipotesi: io acquisto un titolo azionario oggi nel 2012 e realizzo una plus e dovrei pagare il capital gain del 20% ma lo posso dedurre dai 50.000 euro? Certamente si o la deduzione va ad agire sulle minus effettuate nel 2008? Non so se mi sono spiegata. nel caso puo' chiedermi informazioni. Grazie per l'eventuale risposta. E complimenti per il suo blog molto istruttivo che aiuta molto noi poveri investitori.
  • # 4
    Poi volevo chiederle un altra cosa. le minus accumulate sono quelle calcolate con il vecchio regime al 12,5% di tassazione, quelle nuove al 20%. Quindi in caso di plus l'erosione delle minus è maggiore perchè vado ad aggiungerci un ulteriore 7,5% di differenza tra le due tassazioni. é giusto agire in retroattività. Cioè le minus al 12,5% che ho dovrebbere essere compensate con un 12,5% anche di plus fino a completo esaurimento della plus che ho cioè 50.00 euro. Una volta esaurita allora sarebbe giusto applicare la plus al 20%. Spero di avere espresso bene il concetto.
  • # 5
    Salve ho molta molta confusione circa l'affrancamento. situazone al 31/12/2011 ho una minusvalenza del 2011 di 5800€ (utilizzabile nei 4 anni sucessivi) ho titoli con plusvalenza teorica di 5000€ ho titoli con minusvalenza teorica si 2300€ Con l'affrancamento che succede? 1) da quello che ho capito i titoli avranno come "nuovo prezzo d'acquisto" il valore al 31/12/2012 di conseguenza tutte le vendite successiva avranno l'imposta del 20% sulla eventuale differenza tra il "nuovo prezzo d'acquisto" e il prezzo di vendita. 2)le plusvalenze teoriche esistenti (5000) possono essere combinate con le minusvalenze teoriche (2300) al fine di avere solo una plusvalena teorica di 2700 e su questa pagare il 12.5% ? 2)se il punto 2 non è possibile significa che devo pagare il 12.5% di 5000 e mettere in minusvalenza il 62,5% di 2300? 3)la plusvalenza terorica generata (5000 oppure 2700) potrà essere utilizzata x diminuire la plusvalenza reale esistente di 5800 oppure dovrò necessariamente pagare il 12.5% (sulla plusvalenza teorica generata) anche se ho minuvalenze reali? Spero che i miei quesiti siano chiari. nel contempo mi auguro che le risposte siano d'aiuto ad altri.,
  • # 6
    oops correzione del precedente msg #5 cosi è piu comprensivo (spero) ho titoli con plusvalenza teorica di 5000€ (gain teorico) ho titoli con minusvalenza teorica si 2300€ (loss teorico) 1) da quello che ho capito i titoli avranno come “nuovo prezzo d’acquisto” il valore al 31/12/2011 ( chiaramente ) grazie Giampaolo
  • # 7
    Giovanna, innanzitutto grazie per i complimenti. "La banca mi dice che ho in estratto conto titoli una minus di circa 50.000 euro. Presumo che venga calcolata con riferimento agli ultimi quattro anni, cioè tutte quelle che ho maturato dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2011. E’ giusto? Oppure viene calcolato dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2011?" Il periodo giusto è 2008-2011 "Ipotesi: io acquisto un titolo azionario oggi nel 2012 e realizzo una plus e dovrei pagare il capital gain del 20% ma lo posso dedurre dai 50.000 euro? Certamente si o la deduzione va ad agire sulle minus effettuate nel 2008?" Se ho ben capito, è giusto: lei realizza una plusvalenza su cui pagare il 20% di imposte, ma quelle imposte vanno a ridurre il "credito" di 50.000 euro che vanta. Verrà usato prima il credito relativo alle perdite generate nel 2008, una volta esaurito quello si passerà a quelle del 2009 e così via. "Poi volevo chiederle un altra cosa. le minus accumulate sono quelle calcolate con il vecchio regime al 12,5% di tassazione, quelle nuove al 20%. Quindi in caso di plus l’erosione delle minus è maggiore perchè vado ad aggiungerci un ulteriore 7,5% di differenza tra le due tassazioni. é giusto agire in retroattività. Cioè le minus al 12,5% che ho dovrebbere essere compensate con un 12,5% anche di plus fino a completo esaurimento della plus che ho cioè 50.00 euro. Una volta esaurita allora sarebbe giusto applicare la plus al 20%. Spero di avere espresso bene il concetto." Non conta la differenza di aliquote, conta la somma di minusvalenze realizzate. 10.000 euro di plusvalenze al 20% vanno a compensare 10.000 euro di plusvalenze al 12,5%. @ Giampaolo: mi faccia controllare una cosa prima di darle la risposta.
  • # 8
    Grazie tante per le spiegazioni che da su questi argomenti che interessano enormemente il risparmiatore. i promotori cosidetti finanziari sanno tutto ,dove e come in vestire i tuoi denari.salvo poi non sapere nulla sulle minus e altre difese legittime dei tuoi risparmi.
  • # 9
    Luciano grazie per i complimenti! Giampaolo. Allora: "- ho una minusvalenza del 2011 di 5800€ (utilizzabile nei 4 anni sucessivi) - ho titoli con plusvalenza teorica di 5000€ - ho titoli con minusvalenza teorica si 2300€ Con l’affrancamento che succede? 1) da quello che ho capito i titoli avranno come “nuovo prezzo d’acquisto” il valore al 31/12/2012 di conseguenza tutte le vendite successiva avranno l’imposta del 20% sulla eventuale differenza tra il “nuovo prezzo d’acquisto” e il prezzo di vendita." Immagino che intendesse 31.12.2011. Ed è corretto quello che dice sul "nuovo prezzo d'acquisto" e sull'applicazione del capital gain. Sui quesiti successivi a me risulta, dopo aver fatto un controllo (ma in ogni caso mi permetta di lasciare un minimo margine di dubbio al riguardo perchè è una casistica che si può prestare a diverse interpretazioni), che le plusvalenze teoriche che emergono con l'affrancamento vengano compensate dalle minus realizzate nel 2011 e che le minus teoriche si aggiungano al conto. Nel caso che mi presenta, quindi: - minus di 5.800 € - affrancamento - plus latenti di 5.000 €, minus latenti di 2.300 € che emergono - le plus riducono le minus già esistenti ad 800 €; le minus si aggiungono a questi 800 €, portando il totale a 2.237,5 €. - Se questa interpretazione viene confermata come corretta, lei nulla dovrà versare allo stato a seguito dell'affrancamento e si ritrova con minus ridotte da compensare in futuro.
  • # 10
    Stefano, Grazie per la chiara/ dettagliata e pronta risposta. Mi/CI auguriamo che sia effettivamente confermata la compensazione tra plusvalenza dopo l'affrancamento e la minusvalenza esistente al 2011. Non vorrei abusare della sua buona volontà ma ho altri questiti. Nel 2012 ho acquistato e venduto ricavando delle plusvalenze che hanno di fatto diminuito la mia mìnusvalenza da 5800 a 2300 euro. (2011) nel frattempo sempre nel 2012 ho anche generato minusvalente x 2500€ Il ricalcolo dell'affrancamento (che avverrà al 31/marzo) terrà conto di questa situazione e quindi l'eventuale plusvalenza generata andrà ad erodere sia la minus del 2011 che quella del 2012 oppure solo quella del 2011? SU azioni fiat industrial ne ho vendute un parte con una minusvalenza . Se ricomprassi prima del 31/3 la stessa quantità (al fine di avere le stesse quantità al 31/12/2012) l'affrancamento sarà eseguito su tutte o solo su quelle invendute Stefano, di nuovo complimenti x la disponibilità mostrata Giampaolo
  • # 11
    Alla sig.ra Giovanna. Signora, mi permetta di dirle che se la sua banca non é in grado di spiegarle il meccanismo delle plus/minus valenze forse é il caso che cambi banca e si rivolga ad un consulente finanziario, professionalmente e tecnicamente piú preparato rispetto ad un operatore bancario in tema di investimenti e gestione del risparmio. Le lascio volentieri la mia mail e se lo riterrá opportuno puó interpellarmi. Risponderó volentieri a tutti i quesiti che mi sottoporrá.
  • # 12
    Alessandro, complimenti davvero. Di solito per la pubblicità si paga... lo stile invece non lo si riesce a comprare. E lei ha dimostrato qual è il suo. Mi perdonerà se la mail che aveva inserito in calce al commento è stata cancellata, ma credo che lei abbia superato abbondantemente i limiti del buongusto... almeno chiedere il permesso, prima di farsi uno spot così squallido. Se poi la signora Giovanna, o chi per lei, sarà interessata a contattarla è sufficiente che me lo chieda, ma lei in futuro si astenga da simili iniziative.
  • # 13
    @ Giampaolo: mi risulta che il meccanismo di compensazione di minus e plusvalenze segua il normale corso anche ove ci sia un affrancamento. Quindi le plusvalenze andranno a compensare prima le minusvalenze più vecchie e via via quelle più recenti; allo stesso tempo ulteriori minus realizzate andranno a "mettersi in coda" alle più recenti. Nel caso in cui verifichi una differenza rispetto a questa indicazione sarà mia cura riportarlo immediatamente in un ulteriore commento.
  • # 14
    Stefano, grazie per le deluciazioni indicate e, soprattuto, per l'impegno e dedizione visto l'orario del suo intervento. Giampaolo
  • # 15
    HO RICEVUTO DALA BANCA UNA COMUNICAZIONE DI IMPOSTA A CREDITO COMPENSABILE ANNO 2011 DERIVANTE DA CAPITAL GAIN DOVE DEVO INDICARLA IN UNICO GRAZIE
  • # 16
    Giuseppe, mi scuso per il ritardo. Se ha optato per il regime amministrato non deve dichiarare nulla, se ha optato per il regime dichiarativo invece deve dichiarare.
  • # 17
    Chi ha fatto l'affrancamento delle azioni nel 2012 deve compilare l'unico 2013?
  • # 18
    A me, in sede di dichiarazione dei redditi (Unico 2013) è accaduta una cosa un pò diversa. Nel quadro RT, Sezione IIB, è data la possibilità di portare in diminuzione le minusvalenze del quadriennio antecedente (rideterminate nella misura del 62,50%) MA SOLO A CONCORRENZA DELLA EVENTUALE PLUSVALENZA REALIZZATA NEL 2012. In pratica se avevo una minusvalenza pregressa rideterminata di 10.000 euro e nel 2012 ho una plusvalenza di 5000 euro posso utilizzare solo 5000 euro per compensare la plusvalenza del 2012 ma perdo gli altri 5000 euro che non potrò utilizzare per gli anni successivi. E' così? Il programma dell'Agenzia delle Entrate non accettava in nessun campo l'immissione della minusvalenza residua, nemmeno al rigo RT30. Grazie per la risposta.
  • # 19
    avevo completato un pac la banca in seguito mi cambia il pac in un fondo con una minusvalenza all'atto del cambio di circa 3000 euro al momento del disinvestimento la banca non tiene conto della minusvalenza e mi fa pagare la plusvale maturata dopo il cambio
  • Il Globalista è il blog di
    Stefano Lovato
    In questo blog vengono trattati argomenti relativi all'economia e al mondo del risparmio. Informazioni, spunti di riflessione e di confronto su argomenti importanti, a maggior ragione in un momento in cui la gestione degli investimenti è particolarmente difficoltosa a causa della diminuita propensione al risparmio e dei cambiamenti che caratterizzano il mondo economico e finanziario mondiale. Sono un private banker e ho deciso di pubblicare questo blog, che esprime il mio punto di vista su quello che accade, per dare un contributo a tutti coloro che vorranno seguirmi. L'obiettivo è quello di contribuire a rendere i risparmiatori italiani più consapevoli di ciò che fanno, di ciò che possono fare e di ciò che dovrebbero fare o evitare. Buona Navigazione del Blog - Stefano Lovato
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    film de sexe en hd de cette polissonne dans son uniforme triquant Superbe article, comme d'hab
    Fabrizio Monge Buongiorno Stefano! Complimenti per l'articolo e per le risposte nel blog. Innanzitutto premetto che sono un " collega " quindi il mio punto di vista è tacciabile di partigianeria. posso testimoniare che in tutta la mia vita professionale ho adottato varie tecniche di investimento e utilizzato strumenti di varie società di gestione. Tuttavia il sistema del dollar cost average è l'unica che non mi ha mai deluso, sia come investitore sia come professionista. Concordo che chiamare un clinete in un momento di mercato difficile per convincerlo a fare aggiuntivi è impresa titanica anzi, io lo faccio ormai sapendo che spesso l'unico risultato ottenibile è di tranquillizzare il cliente, che non aggiungerà nulla ma almeno non venderà in un momento sfavorevole. Con il Pac invece l'acquisto nei momenti critici funziona bene, il cliente è rilassato, io sono rilassato e si lavora con fiducia reciproca. Aggiungo che la prassi di citare esempi di mercato in cui il sistema non avrebbe dato risultati è inutile, spesso bastava aspettare un anno in più oppure consolidare pediodicamente per avere un utile consistente. come tutti gli strumenti bisogna saperlo usare ed avere un bravo - Consulente, Promotore, Bancario etc ... la sostanza è la stessa - che mi segua nel percorso. ciao a presto!
    giuseppe avevo completato un pac la banca in seguito mi cambia il pac in un fondo con una minusvalenza all'atto del cambio di circa 3000 euro al momento del disinvestimento la banca non tiene conto della minusvalenza e mi fa pagare la plusvale maturata dopo il cambio
    Alessandro Bidini A me, in sede di dichiarazione dei redditi (Unico 2013) è accaduta una cosa un pò diversa. Nel quadro RT, Sezione IIB, è data la possibilità di portare in diminuzione le minusvalenze del quadriennio antecedente (rideterminate nella misura del 62,50%) MA SOLO A CONCORRENZA DELLA EVENTUALE PLUSVALENZA REALIZZATA NEL 2012. In pratica se avevo una minusvalenza pregressa rideterminata di 10.000 euro e nel 2012 ho una plusvalenza di 5000 euro posso utilizzare solo 5000 euro per compensare la plusvalenza del 2012 ma perdo gli altri 5000 euro che non potrò utilizzare per gli anni successivi. E' così? Il programma dell'Agenzia delle Entrate non accettava in nessun campo l'immissione della minusvalenza residua, nemmeno al rigo RT30. Grazie per la risposta.
    Guido Chi ha fatto l'affrancamento delle azioni nel 2012 deve compilare l'unico 2013?
  • In questo vengono trattati argomenti relativi all'economia e al mondo del risparmio. Informazioni, spunti di riflessione e di confronto su argomenti importanti, a maggior ragione in un momento in cui la gestione degli investimenti è particolarmente difficoltosa a causa della diminuita propensione al risparmio e dei cambiamenti che caratterizzano il mondo economico e finanziario mondiale. Sono un private banker e ho deciso di pubblicare questo blog, che esprime il mio punto di vista su quello che accade, per dare un contributo a tutti coloro che vorranno seguirmi. L'obiettivo è quello di contribuire a rendere i risparmiatori italiani più consapevoli di ciò che fanno, di ciò che possono fare e di ciò che dovrebbero fare o evitare.
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