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Sviluppo tecnologico, mon amour

Lo sviluppo tecnologico ha una relazione con la crescita economica; conoscere l’aree di ricerca e sviluppo tecnologico aiuta ad interpretare il cambiamento e a capire molte cose.

Futuro e tecnologia, MONDO GLOBALE
01 agosto 2012, ore 18:46
1 commento

Si, sono sempre stato un appassionato di tecnologia. Nei giorni scorsi mi è capitato di ripensare alla futuristica motocicletta di Actarus (il protagonista di Ufo Robot Goldrake, uno dei primi contatti italiani con l’animazione giapponese); quella moto in realtà non era che una versione ante litteram dei maxi scooter che oggi imperversano sulle nostre strade. Del resto, cinema e letteratura, soprattutto quella di fantascienza, sono straordinarie fonti di ispirazione per nuove tecnologie: da Jules Verne che anticipò l’invenzione dell’aria condizionata, dell’aereoplano, dell’elicottero, del sottomarino, del telegiornale e della videoconferenza, facendo stupefacenti predizioni sul viaggio verso la Luna, fino a Minority Report.

Il progresso e lo sviluppo tecnologico sono stati compagni di viaggio dell’umanità e nell’ultimo secolo hanno avuto un ritmo tumultuoso. Allo sviluppo tecnologico, poi, è sempre stata associata la crescita economica: tra le teorie economiche più convinte sostenitrici di questo rapporto ci sono quelle neoclassiche, in particolare il modello di Solow-Swan. Anche chi non ritiene che ci sia una così stretta correlazione tra sviluppo tecnologico e crescita economica, riconosce l’impatto della tecnologia sulla crescita economica grazie agli effetti sulla produttività del lavoro e del capitale.

Che sia una relazione forte, diretta, di stretta correlazione o che sia più debole, quello che ritengo importante in questa sede è si può riassumere nei punti seguenti.

L’innovazione tecnologica è la risposta creativa dell’imprenditore ai problemi che la realtà gli pone e può prendere la forma di variazione di tecniche produttive, di riorganizzazione delle attività o di sviluppo del prodotto. Non è casuale che i periodi più prolifici per invenzioni, scoperte, cambiamenti organizzativi e tecnici siano quelli di più profonda crisi: la riduzione dei costi o il vantaggio tecnologico di prodotto – facendo leva su aspetti diversi – possono permettere la sopravvivenza di un’impresa.

L’accresciuta efficienza e il vantaggio competitivo che si ricava dall’innovazione si trasformano in maggiori utili per unità prodotta: quando sarà passata la crisi e cresceranno le vendite, questo si tradurrà in un aumento significativo dell’utile.

Spesso vengono lanciati allarmi sulla sostenibilità della crescita, in particolare in relazione alla crescita dei consumi nei paesi in via di sviluppo: sono allarmi doverosi, ma che (ovviamente) prendono spunto da un analisi dello stato attuale delle cose. Un effetto collaterale della scoperta di nuove tecnologie, però, sta nel fatto che potrebbero rendere possibile ciò che non lo era nelle precedenti condizioni.

Ancora, data la relazione tra sviluppo tecnologico e crescita economica, essere informati sulle scoperte che vengono fatte nel mondo ci permette di essere consapevoli del fatto che la crescita economica non finirà; cosa di cui troppo spesso sento dubitare. Le uniche incognite rimangono i tempi e i modi in cui i mercati la valorizzeranno.

Infine, lo sviluppo tecnologico è uno dei motori di altri cambiamenti. Conoscere quali sono le novità che ci porta la tecnologia, sapere quali ricerche vengono fatte, permette di capire meglio come si sta muovendo il mondo in molti campi: dalla sanità all’agricoltura, dai trasporti all’informazione, dall’ingegneria all’energia. In un’epoca caratterizzata da profonde e velocissime modificazioni di ogni genere anche questo è un aspetto da tenere in serissima considerazione per comprendere e per agire in modo adeguato.

 
il contenuto di questo blog esprime l’opinione personale dell’autore, non costituisce un servizio di consulenza, non intende in alcun modo indirizzare le scelte d’investimento dei lettori, non costituisce e non intende costituire attività di sollecitazione del pubblico risparmio
 
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Autore: Stefano Lovato Chi é:

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  • # 1
    Intanto nel blogroll ho aggiunto due siti che sono una vera e propria miniera di informazioni per quello che riguarda tecnologia e futuro: www.futurix.it www.guardailtuofuturo.net
  • Il Globalista è il blog di
    Stefano Lovato
    In questo blog vengono trattati argomenti relativi all'economia e al mondo del risparmio. Informazioni, spunti di riflessione e di confronto su argomenti importanti, a maggior ragione in un momento in cui la gestione degli investimenti è particolarmente difficoltosa a causa della diminuita propensione al risparmio e dei cambiamenti che caratterizzano il mondo economico e finanziario mondiale. Sono un private banker e ho deciso di pubblicare questo blog, che esprime il mio punto di vista su quello che accade, per dare un contributo a tutti coloro che vorranno seguirmi. L'obiettivo è quello di contribuire a rendere i risparmiatori italiani più consapevoli di ciò che fanno, di ciò che possono fare e di ciò che dovrebbero fare o evitare. Buona Navigazione del Blog - Stefano Lovato
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    film de sexe en hd de cette polissonne dans son uniforme triquant Superbe article, comme d'hab
    Fabrizio Monge Buongiorno Stefano! Complimenti per l'articolo e per le risposte nel blog. Innanzitutto premetto che sono un " collega " quindi il mio punto di vista è tacciabile di partigianeria. posso testimoniare che in tutta la mia vita professionale ho adottato varie tecniche di investimento e utilizzato strumenti di varie società di gestione. Tuttavia il sistema del dollar cost average è l'unica che non mi ha mai deluso, sia come investitore sia come professionista. Concordo che chiamare un clinete in un momento di mercato difficile per convincerlo a fare aggiuntivi è impresa titanica anzi, io lo faccio ormai sapendo che spesso l'unico risultato ottenibile è di tranquillizzare il cliente, che non aggiungerà nulla ma almeno non venderà in un momento sfavorevole. Con il Pac invece l'acquisto nei momenti critici funziona bene, il cliente è rilassato, io sono rilassato e si lavora con fiducia reciproca. Aggiungo che la prassi di citare esempi di mercato in cui il sistema non avrebbe dato risultati è inutile, spesso bastava aspettare un anno in più oppure consolidare pediodicamente per avere un utile consistente. come tutti gli strumenti bisogna saperlo usare ed avere un bravo - Consulente, Promotore, Bancario etc ... la sostanza è la stessa - che mi segua nel percorso. ciao a presto!
    giuseppe avevo completato un pac la banca in seguito mi cambia il pac in un fondo con una minusvalenza all'atto del cambio di circa 3000 euro al momento del disinvestimento la banca non tiene conto della minusvalenza e mi fa pagare la plusvale maturata dopo il cambio
    Alessandro Bidini A me, in sede di dichiarazione dei redditi (Unico 2013) è accaduta una cosa un pò diversa. Nel quadro RT, Sezione IIB, è data la possibilità di portare in diminuzione le minusvalenze del quadriennio antecedente (rideterminate nella misura del 62,50%) MA SOLO A CONCORRENZA DELLA EVENTUALE PLUSVALENZA REALIZZATA NEL 2012. In pratica se avevo una minusvalenza pregressa rideterminata di 10.000 euro e nel 2012 ho una plusvalenza di 5000 euro posso utilizzare solo 5000 euro per compensare la plusvalenza del 2012 ma perdo gli altri 5000 euro che non potrò utilizzare per gli anni successivi. E' così? Il programma dell'Agenzia delle Entrate non accettava in nessun campo l'immissione della minusvalenza residua, nemmeno al rigo RT30. Grazie per la risposta.
    Guido Chi ha fatto l'affrancamento delle azioni nel 2012 deve compilare l'unico 2013?
  • In questo vengono trattati argomenti relativi all'economia e al mondo del risparmio. Informazioni, spunti di riflessione e di confronto su argomenti importanti, a maggior ragione in un momento in cui la gestione degli investimenti è particolarmente difficoltosa a causa della diminuita propensione al risparmio e dei cambiamenti che caratterizzano il mondo economico e finanziario mondiale. Sono un private banker e ho deciso di pubblicare questo blog, che esprime il mio punto di vista su quello che accade, per dare un contributo a tutti coloro che vorranno seguirmi. L'obiettivo è quello di contribuire a rendere i risparmiatori italiani più consapevoli di ciò che fanno, di ciò che possono fare e di ciò che dovrebbero fare o evitare.
    Buona Navigazione del Blog - Stefano Lovato
     
     
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