Titoli di Stato e sicurezza hanno divorziatoMa pochi paiono essersene accorti. Perché gli italiani li comprano, quali errori di valutazione compiono. Una cosa è certa: oggi i titoli di stato non danno garanzie di sicurezza e protezione del patrimonio
Il primo deriva da un misto di sentimenti e di razionalità: il default dello Stato italiano non viene considerata un’opzione realistica, quindi è un investimento su cui si può puntare perché alla fine il capitale investito verrà restituito. Il secondo è tecnico: “alla fine te li rimborsano a 100”, quindi il capitale investito non solo verrà certamente restituito, ma verrà restituito integralmente, senza correre il rischio di perdite. Non ho mai creduto al default del debito pubblico italiano, per cui condivido le premesse del ragionamento. Ma ci sono alcune riflessioni da fare, che possono cambiare la decisione finale. Prima di tutto, il fatto che tu non creda possibile una cosa la rende irrealizzabile? Se dipende da te, forse. Ma siccome il default dell’Italia non lo decidi tu non basare le tue decisioni su una tua convinzione può essere molto pericoloso. In secondo luogo, il risparmiatore che solitamente acquista titoli di stato ricerca sicurezza assoluta, come dimostrano le motivazioni che lo spingono all’acquisto. Ma oggi i titoli di stato ti danno questa sicurezza? Probabilmente non l’hanno mai data, ma se esamini la situazione attuale da un punto di vista razionale ne danno ancora meno. Terzo, quando scrivo “sicurezza assoluta” intendo anche che il Bot people non sopporta oscillazioni, anche minime, del proprio patrimonio. In questi ultimi dodici mesi i titoli di stato hanno avuto una volatilità tipica del mercato azionario. Quarto, il titolo di stato ti regala tali e tante sicurezze (apparenti) da spingerti a concentrare tutti i tuoi risparmi su questo tipo di investimento, come se fosse l’unica ancora a cui aggrapparsi durante una tempesta violentissima. Lo spread fuori controllo, i downgrade, le opinioni e i comportamenti degli investitori istituzionali dicono che l’investimento in titoli di stato è rischioso: il default è una possibilità, la sicurezza del rimborso diminuisce e questo fa crescere le oscillazioni dei titoli.Il pericolo vero, però, non è tanto il default ma la fine dell’euro, o il ritorno dell’Italia alla lira: scenari improbabili ma che aggiungono un’ulteriore dose di rischio. Il deprezzamento che subirebbe il patrimonio sarebbe definitivo ed irrecuperabile. Anche se i titoli di stato venissero regolarmente rimborsati. Quindi continuare ad acquistare e detenere titoli di stato se cerchi sicurezza e protezione per i tuoi risparmi è un errore, concentrare in Bot, Btp, Cct, Ctz tutto il tuo patrimonio è un errore ancor più grande. Il fatto che tu lo faccia per abitudine, per paura di cambiare, perché non conosci alternative o perché sei diffidente e sei arroccato su idee precostituite è l’errore più grande di tutti. il contenuto di questo blog esprime l’opinione personale dell’autore, non costituisce un servizio di consulenza, non intende in alcun modo indirizzare le scelte d’investimento dei lettori, non costituisce e non intende costituire attività di sollecitazione del pubblico risparmio
Leggi altre news su :
Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!Articoli Correlati
Lezioni da Cipro: come proteggere i propri risparmi L’haircut e il bailout ciprioti fanno scattare l’allarme per i risparmiatori italiani. Cos’è successo e come evitare che... La salute finanziaria: perché è fondamentale avere un consulente! Fare da soli porta ad errori inevitabili e a dover correre gravi pericoli. Trovare un professionista che diventi un punt... L'educazione finanziaria e la consulenza si escludono a vicenda? Al consulente e al promotore finanziario si attribuiscono compiti divinatori. Come usare il proprio professionista di fi... |
|























5 Commenti